
stare qui a raccontare post impressioni di un marzo clamoroso è deleterio quanto cercare di afferrare una stella con le mani!
il bello è non arrendersi mai, provarci fino in fondo, lottare per i propri sogni, per gli amici, e perchè no, anche per quelli che non ti danno un soldo di stima ( e a sto giro erano veramente parecchi!).
i giorni immediatamente dopo lo spettacolo sono i peggio, ovviamente: gente che non sa che fare, dove andare a pranzo, a cena, dove dormire, chi piange, chi si strappa i capelli( a proposito, io senza che me li strappo, ormai dopo tutto quel gel e la lacca me cadono da soli!)…qualcuno che si aggira meditabondo in quel di san martino, altri che il sabato sera continueranno ad andare all’oratorio non si sa bene per quale motivo, altri ancora che il sabato sera non sapranno più che fare…
siamo noi, gente da palcoscenico, quelli che sacrificano la metà dei sabati e delle domeniche dell’anno non si sa bene per quale motivo, per quale oscura materia, per chissà quale grillo nella testa…
quelli delle pizze dal massi, delle magliette personalizzate, delle autoscenografie, che cantano le canzoni dello spettacolo sui vicoli…che magnano i capeletti alle tre di notte, che ridono anche quando sentono “BUH!”( vero mimmy!),…
bene, allora facciamoci un applauso, e ognuno si senta orgoglioso di quello che ha fatto e di quello che è riuscito a trasmettere alle persone che ci sono venute a vedere.
non vi abituate mai all’effetto che fa il vedere il teatro vomitare di gente!
le feste passano…gli amici no!